
foto di SUSANNA CORNIANI — grafica FEDERICO BENAZZI
BBIIAANNCCOO, progetto solista di Davide Bianchera, unisce elettronica, field recording, samples, batterie elettroniche e le frequenze del basso elettrico. Il suono si sviluppa come un flusso in cui coesistono sospensioni ambient e aperture più sperimentali, che lasciano spazio a momenti ritmici ipnotici ma destrutturati. Dopo aver esordito nel 2023 con l’ep HABITAT, seguito nel 2024 da HABITAT rmx e nel 2025 dalla colonna sonora realizzata con IRON CVLT per il centenario del film THE LOST WORLD (regia di Harry Hoyt), il percorso di BBIIAANNCCOO appoda ad una nuova fase evolutiva con l’album GARDEN 22:44.
artista: BBIIAANNCCOO
titolo album: GARDEN 22:44
label: TENREC e ACVFENE
data uscita 16 ottobre 2026
composto e suonato da BBIIAANNCCOO
registrato e masterizzato da ELLEFFESSE (Sebastiano Confetta)
GARDEN 22:44 nasce come un autentico gesto collettivo, un mosaico sonoro in cui la frammentazione diventa unità. Il produttore BBIIAANNCCOO ha invitato sette musicisti —STROMBOLI, LORIS CERICOLA, TYL, DESTROY DUBAI, IRON CVLT, ELLEFFESSE e GIORGIO MONTEBELLO—a inviargli un brevissimo frammento di suono ispirato a “kaos” e “kosmos”, un campione, un riff, un loop, una sequenza elettronica o un semplice gesto acustico di pochi secondi.
BBIIAANNCCOO ha utilizzato queste brevi idee iniziali come punto di partenza per sviluppare e strutturare delle vere e proprie canzoni autonome. Ogni traccia si trasforma così in un microcosmo sonoro unico, dove l’impulso originale non viene solamente inserito, ma viene decostruito e fatto interagire con la ricomposizione. Il risultato è un lavoro organico che, pur sviluppando brani dalla struttura compiuta e complessa, conserva l’energia, l’anima e la personalità del frammento da cui è scaturito.
In questa dimensione, l’album oscilla costantemente tra caos e ordine: ogni brano è un piccolo mondo in cui suoni lontani si sfiorano, si scontrano, si inseguono, trovando un loro equilibrio dinamico. In questo processo, BBIIAANNCCOO si è comportato come una sorta di giardiniere, accogliendo i semi donati dagli altri musicisti, per poi seminarli, coltivarli e vederli fiorire.
Come scrive Fritjof Capra nel libro I principi sistemici della vita, “l’ordine emerge dal disordine e la materia si manifesta come rete di relazioni”: allo stesso modo, in “GARDEN 22:44”, i suoni prendono vita solo attraverso la loro interazione, costruendo un ecosistema musicale in continuo movimento.
La massima espressione di questo ecosistema si compie nell’ultimo pezzo dell’album “LOOP POOL“, dove tutti i campioni, riff e sample inviati dai 7 musicisti, vengono combinati insieme in una struttura palindroma. Arrivato a metà della traccia, infatti, il suono si riavvolge su se stesso, ripercorrendo i propri passi fino a riconnettersi con l’inizio del tutto, unendo tutti i suoni dell’album in un unico grande cerchio.
Lasciandosi trasportare dall’ascolto dei brani, l’artista Federico Benazzi ha dato vita alla copertina dell’album in totale libertà, senza alcuna indicazione. Un gesto visivo che scaturisce direttamente dall’esperienza musicale.
VIDEOCLIP
In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale domina la scena, BBIIAANNCCOO sceglie la strada dell’artigianalità pura, curando da solo ogni dettaglio del videoclip di “MANDÍBULA (feat. Stromboli)”. Tutte le figure/creature presenti nel video sono state modellate a mano con il fil di ferro, mentre per la realizzazione degli sfondi ha coinvolto il figlio Emilio, di 9 anni, in un’esplorazione delle superfici attraverso un microscopio per bambini.
Assemblato frame per frame con la tecnica dello stop motion, il video è un viaggio visivo ricco di simboli, attraversato da una sottile tensione che vibra lungo tutta la visione, lasciando il campo aperto a ogni interpretazione. Come nell’album GARDEN 22:44, anche qui piccoli frammenti vengono raccolti, trasformati e messi in relazione tra loro, dando vita a un universo in cui elementi apparentemente lontani convivono e si intersecano.
Prende forma un ecosistema in continua trasformazione dove il caos non è necessariamente qualcosa da ricomporre, ma una materia da coltivare. Ogni forma, movimento e superficie, contribuisce alla nascita di questo microcosmo, lasciando che sia lo spettatore a percepire queste frequenze e a costruire le proprie connessioni.
Un lavoro volutamente analogico, realizzato attraverso materiali semplici, osservazione, pazienza e manipolazione manuale: un piccolo mondo costruito fotogramma dopo fotogramma.